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Ospedale Maggiore; Largo B. Nigrisoli 1. 051-6478849; 051-6478860
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L’iperidrosi idiopatica consiste in un’eccessiva sudorazione a livello locale che non presenta alcuna causa organica. Si tratta di unadisfunzione del sistema nervoso simpatico che determina, anche a riposo e senza causa apparente, una eccessiva sudorazione, localizzata prevalentemente alle palme delle mani, alle ascelle, alle piante dei piedi e al volto, eventualmente anche a livello del tronco e del cuoio capelluto, con differenti gradi di severità. L’iperidrosi è relativamente comune, con un’incidenza dell’ordine del 2% nella popolazione giovane; in un quarto dei pazienti se ne riscontra la familiarità.La causa è sconosciuta anche se correlabile ad una disfunzione del sistema simpatico.
Il nervo simpatico è localizzato nel torace sotto la pleura parietale circa un centimetro a lato della colonna vertebrale; viene descritto a forma di “canna di bambù” perché presenta dei rigonfiamenti che corrispondono ai “gangli”, centri di controllo della sudorazione e del tono delle arterie periferiche. Siamo in grado di localizzare i singoli gangli correlati alle aree innervate ed asportarli, eliminando il comando nervoso della sudorazione. 

I disagi sociali
resize_of_sudorebigIl problema è particolarmente rilevante, soggettivamente e oggettivamente, a livello delle mani che sono di base madide di sudore e arrivano a “gocciolare”: in questi casi parliamo di iperidrosi palmare grave. La mano dell’iperidrosico è usualmente fredda, il che aggrava il disagio. L’abnorme sudorazione  crea ai numerosi pazienti gravi disagi nella vita quotidiana quali la difficoltà nel maneggiare oggetti delicati o strumenti di lavoro, l’inconveniente di bagnare di sudore la carta scrivendo, e quanto altro venga a contatto con le mani. Inoltre si determinano ulteriori e più gravi problemi di imbarazzo sociale nei rapporti interpersonali: la mano che viene porta è fredda, bagnata, assai sgradevole al contatto e la sudorazione aumenta anche in presenza di stimoli emotivi: l’iperidrosico regolarmente riferisce che ogni minimo stress causa crisi di sudorazione. E’ usuale riscontrare che seri problemi di ordine psicologico sono presenti già a partire dall'età infantile o adolescenziale, causando imbarazzo e difficoltà nelle relazioni con i coetanei. In età adulta la severità della sintomatologia può causare gravi disturbi comportamentali fino a raggiungere forme di fobia sociale. Nella nostra esperienza almeno la metà dei pazienti che osserviamo hanno avuto contatti con uno psicoterapeuta. 

Terapie locali e generali
Per la terapia dell’ iperidrosi sono state impiegate varie terapie locali e generali: le pomate antitraspiranti a base di sali di alluminio sono poco efficaci e tendenzialmente irritanti per la cute, la ionoforesi, applicazione di corrente elettrica a bassa tensione in soluzioni elettrolitiche richiede applicazioni lunghe, piuttosto dolorose, e di effetto fugace. Queste cure hanno quindi limitatissima applicazione nelle forme severe.
La tossina botulinica, somministrata localmente con microiniezioni multiple è in grado di bloccare gli impulsi nervosi alle ghiandole sudoripare, ed ha dimostrato buona efficacia e tollerabilità.
Gli inconvenienti sono rappresentati soprattutto da dolore all’atto delle iniezioni e necessità di ripetere periodicamente il trattamento, indicativamente ogni sei mesi.
La terapia con tossina botulinica è ideale per il trattamento ascellare, sempre nelle forme lievi o di moderata gravità, dove le iniezioni provocano un dolore modesto. Per quanto riguarda l’iperidrosi palmare, solitamente, è consigliabile trattare una sola mano alla volta, dal momento che l’area trattata è maggiore ed il pericolo dell’effetto tossico cresce all’aumentare della dose. Si può inoltre verificare, come effetto collaterale, una perdita di forza dei muscoli della mano, che però ha breve durata. Questo trattamento ha incontrato ampio favore nei pazienti ma di fatto consente temporanei miglioramenti nelle forme lievi o moderate di iperidrosi, ma si è dimostrato inadeguato nelle forme gravi.

Il trattamento chirurgico
L’unico trattamento radicale e definitivo è chirurgico e consiste nell’asportazione dei gangli del nervo simpatico toracico che comandano la sudorazione. A seconda del distretto ove si vuole bloccare la sudorazione si elimina il relativo ganglio. L’asportazione dei gangli deve essere eseguito bilateralmente in un tempo unico.
La moderna tecnica di video-toracoscopia (VATS) consente la massima precisione e minima invasività: in anestesia generale si eseguono due incisioni di 5 –10 mm. a livello dell’ascella e del solco sottomammario, che a guarigione avvenuta saranno praticamente invisibili. Vi si introducono uno strumento ottico collegato ad una piccola telecamera e un sottile iperidrosi_chirurgiastrumento che consente di sezionare e coagulare i tessuti interessati; l’operatore esegue l’intervento osservando il campo operatorio in un monitor, dal che sono nate scherzose definizioni quali “joy stick surgery” o “key hole surgery” (Chirurgia del buco della chiave). In realtà questa strumentazione consente una straordinaria precisione con una visione perfetta ed ingrandita 8 volte.
L’intervento dura circa quaranta minuti e richiede una notte di ospedalizzazione ed una blanda analgesia; il paziente già al risveglio ha le mani calde e assolutamente asciutte che tali resteranno a tempo indeterminato dato che la percentuale di successi completi sfiora il 100%. In letteratura medica sono descritte tecniche semplificate di trattamento chirurgico e di anestesia ma è nostra opinione che per la esecuzione di interventi perfetti e sicuri debbano essere impiegate le stesse modalità di anestesia e tecnica chirurgica che utilizziamo quotidianamente per i grandi interventi su organi del torace: l’onere economico è ampiamente giustificato dai risultati.
Non esiste comunque intervento che non abbia inconvenienti, complicanze ed effetti collaterali, e anche questo intervento (denominato simpaticectomia) non fa eccezione. La persistenza di aria nel cavo pleurico o di sangue sono assai rari e facilmente trattabili mini-invasivamente. Il dolore postoperatorio occasionalmente è più rilevante e protratto, ma regolarmente gestibile con blandi analgesici.
La sindrome di Horner rappresenta una possibile complicanza ed è caratterizzata prevalentemente dall’abbassamento della palpebra. Essa si presenta raramente (1% dei casi trattati) ed è di norma transitoria. L’effetto collaterale più comune è l’iperidrosi compensatoria: aumento della fisiologica sudorazione che interessa principalmente il tronco e gli arti inferiori, che causa usualmente un modesto disagio. Essa si riscontra nel 55% circa dei pazienti trattati e migliora col tempo. Data la elevata frequenzadi questo problema abbiamo sempre minuziosamente informato i pazienti di questo rischio e successivamente intervistato i nostri operati che hanno riferito questo problema; la stragrande maggioranza ha avuto un beneficio tale sulle mani, in termini di eccellente qualità di vita professionale e di relazione, da aver accettato di buon grado questo inconveniente più facilmente gestibile.
I risultati nella nostra esperienza, in analogia a varie esperienze riportate in letteratura, sono eccellenti e duraturi; nell'iperidrosi palmare la percentuale di successo riportata varia dal 95 al 100%, nell'iperidrosi ascellare dal 70 al 100%.

La degenza postoperatoria media è di circa 24 h ed il paziente può riprendere una attività regolare dopo 4-5 giorni..

 
Saverio Barbati Creations